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  • #18221

    Daniela Rebuzzi
    Participant

    Caro Jacopo, cari tutti, avvicinandomi alla meditazione Vipassana, sono sorti due dubbi/domande, che vorrei condividere qui.

    1. Nel fare lo scan del corpo (Lezione 1), posso aiutarmi nominando mentalmente la zona del corpo che sto osservando? Ad esempio: alluce destro, unghia dell’alluce destro, pianta del piede, ecc.? Oppure questo sposta l’attenzione sulla parte verbale dell’approccio, distogliendola dall’osservazione sensoriale?

    2. La prima volta che ho fatto lo scan corporeo ho avuto una sensazione di nausea.. La seconda meditazione invece mi ha dato più una sensazione di rilassamento profondo, come quello indotto dallo Yoga Nidra, pratica che mi ricorda molto lo scan corporeo di Vipassana.. È atteso o capita anche a voi questo?

    Grazie e buona pratica,

    Daniela

  • Vipassana

    Daniela Rebuzzi updated 6 months, 4 weeks ago 2 Members · 2 Replies
  • Jacopo Ceccarelli

    Administrator
    21 Febbraio 2022 at 12:57

    Ciao Daniela 🙂

    Durante le scansione del corpo vogliamo prima di tutto sviluppare la capacità di sentire bene ogni singola sensazione ed è importante non verbalizzare o visualizzare perchè sebbene possano sembrare di aiuto rischiano invece di falsare la nostra percezione del corpo

    A volte capita che sorga un po di nausea soprattutto le prime volte che iniziamo a praticare. Poi passa, nelle lezioni successive del corso spiego anche a cosa è dovuto: sono rilasci emotivi o di tensioni.

    E infine si, a volte la meditazione ci regala belle sensazioni ma è importante non creare su queste l’aspettativa di riviverle nelle sedute successive 🙂

    Un abbraccio

  • Daniela Rebuzzi

    Member
    6 Marzo 2022 at 14:36

    Caro Jacopo, grazie per la tua risposta <3

    Volevo condividere con te e con il sangha una cosa che ho incontrato nel mio percorso Vipassana. Venendo da anni di meditazione open awareness, quando osservo le sensazioni (sono alla Lezione 3) che si sviluppano nel corpo, trovo molto interessante aprirmi, e osservare anche le sensazioni che avvengono nel corpo a causa di pensieri o di suoni. Cioè un pochino allargando l’oggetto di meditazione dal mio corpo soltanto, anche alle formazioni mentali (e alle sensazioni che creano) e alle sensazione acustiche (e alle sensazioni che creano). Cerco sempre di non farmi portare via da nessuna di questa sensazione (in particolare dai pensieri!) e di mantenermi ferma nell’osservazione tutto quello che sta succedendo in quel momento, con l’intento di notarne la transitorietà e con l’intento di accettare.

    Ho ‘personalizzato’ cosi i tuoi insegnamenti. Spero di non essere fuori strada.

    Un grande abbraccio di gratitudine e bene.

    Daniela

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